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The Baltic Origins of Homer’s Epic Tales

Felice Vinci, dirigente Ancislink: “Omero nel Baltico” è sul New York Times Magazine

Nei giorni scorsi il New York Times ha pubblicato un articolo di un famoso scrittore norvegese, Karl Ove Knausgaard, in cui ad un certo punto viene citata con una certa enfasi l’edizione americana di “Omero nel Baltico” del dirigente Ancislink, ing. Felice Vinci, di cui l’autore dell’articolo dà anche un sintetico riassunto.
Potete leggere l’articolo seguendo il link:
http://www.nytimes.com/2015/03/01/magazine/karl-ove-knausgaard-travels-through-america.html?emc=edit_th_20150227&nl=todaysheadlines&nlid=66115292&_r=0
(la citazione è poco dopo la metà).
Per comodità riportiamo qui di seguito il passo interessato:

 

“I love apocryphal versions of reality, and the people who obstinately dedicate their lives to vindicating them. One of my favorite books is by Felice Vinci, an Italian nuclear engineer: “The Baltic Origins of Homer’s Epic Tales.” His theory is that the events described in the “Iliad” and the “Odyssey” really occurred in Nordic lands. That Ithaca was a Danish island, and that the strait between Scylla and Charybdis was in fact Moskstraumen, a strait far to the north of Norway. Vinci’s idea was that the descriptions in the Homeric poems didn’t match the geography of the Mediterranean. But if you move the setting northward, everything fits. The explanation, according to Vinci, was that the Greeks first lived in the north, but were forced to move south for climate reasons. There, they named the landscape using names from their previous home, just as the immigrants to America used names from home when they arrived in the new continent in the 18th century. New York, New Hampshire, New Amsterdam, but also just Paris, Oslo, Rome, London — or Alexandria”.

NYT
“Amo le versioni apocrife della realtà, e le persone che ostinatamente dedicano la loro vita a difenderle. Uno dei miei libri preferiti è di Felice Vinci, un ingegnere nucleare italiano: “Omero nel Baltico. Le origini nordiche dell’Odissea e dell’Iliade”. La sua teoria è che gli eventi descritti nell’”Iliade” e nell’”Odissea” in realtà si siano verificati nelle terre nordiche. Che Itaca era un isola danese, e che lo stretto tra Scilla e Cariddi era in realtà il Maelstrom, uno stretto molto più nel nord della Norvegia. L’idea di Vinci era che le descrizioni nei poemi omerici non corrispondono alla geografia del Mediterraneo. Ma se si sposta l’impostazione verso nord, tutto si adatta. omerobalticoBigLa spiegazione, secondo Vinci, era che i Greci prima vivevano nel nord, ma furono costretti a spostarsi verso sud, per motivi climatici. Lì, hanno chiamato il paesaggio con i nomi dei luoghi dove abitavano prima, proprio come gli immigrati in America usarono i nomi di casa quando arrivarono ??nel nuovo continente nel 18 ° secolo: New York, New Hampshire, New Amsterdam, ma anche solo  Parigi, Oslo, Roma, Londra – o Alessandria”.

 

Il prossimo 9 marzo alle 16,30, a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio, nell’ambito dell’incontro organizzato dal segretario generale di Ancislink, Giancarlo Pugliese, l’ing. Vinci terrà una presentazione del suo libro “Omero nel Baltico. Le origini nordiche dell’Odissea e dell’Iliade”. E’ previsto l’intervento del presidente dell’Associazione Ancislink, prof. Franz Ciminieri e dell’On. Davide Bordoni, capogruppo al Consiglio Comunale. Interverranno personalità del mondo della cultura, dell’Università e della scuola.
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