Finance and Economy

Ma l’Italia è uscita dalla deflazione?

Una volta gli economisti avevano il terrore dell’inflazione e cercavano di arginarla… di Gabriele Trapeza

Una volta gli economisti erano tutti terrorizzati dall’inflazione e cercavano di proporre soluzioni drastiche per arginarla, citando ad esempio molti Paesi in cui essa, alla fine, aveva determinato il tracollo dell’economia e dello Stato, oltre che delle istituzioni democratiche. Gli esempi classici terrorizzanti erano la Repubblica di Weimar, successiva alla I° Guerra Mondiale e causa prima della vittoria nazista, in cui un kilo di pane costava un miliardo di marchi, e l’Argentina della Grande Crisi, quando una camera d’albergo al pomeriggio già costava il doppio della mattina (ed alla sera il triplo) . Poi i governi italiani sono riusciti, pur tra mancanze, errori e imprecisioni, a mettere sotto controllo l’inflazione, in modo che soprattutto stipendi e pensioni non ne soffrissero troppo.

Negli ultimi tempi, invece, gli economisti hanno lanciato un nuovo grido di dolore: domina sempre più la deflazione che crea maggiormente crisi. Ora l’Istat ci fornisce dati che sembrano rassicuranti, ossia torna una limitatissima inflazione: i prezzi al consumo aumentano dello 0, 1 % rispetto allo stesso mese del 2014, anche se qualcuno fa notare che si era stimato prima un +0, 2%, dunque siamo al di sotto. L’inflazione acquisita per il 2015 è +0, 1%, quando ad aprile era 0, 0 %.

Le associazioni dei consumatori, dopo tante dichiarazioni di critica, questa volta sembrano offrire giudizi positivi, ma chiedono al Governo Renzi una politica economica di rilancio, soprattutto in direzione dell’occupazione ed anche misure per sostenere i consumi.

Qual è la brutta notizia? Il carrello della spesa a maggio fa prevedere un +0. 8% su base annua. Qui occorre studiare misure opportune in grado di sostenere soprattutto i redditi minimi o medio – bassi.

In conclusione occorre ricordare al Parlamento che il Governo – nel giusto e nello sbagliato, poi ce lo diranno i fatti ed il voto dei cittadini – necessita di operare concretamente in direzione delle Riforme, senza essere impantanato da giochi di potere interni ai partiti. La democrazia è questa: la maggioranza deve realizzare quanto programmato e l’opposizione deve dimostrare l’erroneità delle scelte governative. Alle prossime consultazioni, poi, il cittadino deciderà. Purtroppo attualmente decide nel modo peggiore, uno su due non va a votare, e questo non fa bene alla democrazia né alle sue Istituzioni, rende entrambe deboli ed alla fine ne risente anche l’economia.

Gabriele Trapeza

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...