Catholic World

Il Selfie di Gesù …

… che ci farà discutere fino alla fine del mondo, di Maria Antonietta Fontana (English translation at the bottom)

“Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).

Card Nosiglia

Foto 1 – Il Card. Nosiglia davanti alla Sindone nella cerimonia di apertura dell’ostensione 2015

Quest’oggi, 21 giugno 2015, Papa Francesco ha sostato in preghiera davanti alla Sindone a Torino, nell’arco di tre giorni dedicati a significativi incontri con i poveri, i carcerati, le categorie più in difficoltà in una società sempre più chiusa in se stessa. Questa visita sicuramente non passerà senza commenti da parte di coloro che mostrano di aspettarsi dal Papa la sistematica demolizione di quanto ci richiama ad una dimensione soprannaturale e diversa, perché nel Terzo Millennio certe pratiche e devozioni sono oggetto di forti critiche. E forse per questo, a differenza dei suoi predecessori, Papa Francesco ha scelto di non inginocchiarsi. D’altra parte, la sua presenza a Torino, è di per sé un gesto significativo, sia pure in un atteggiamento di riserbo silenzioso.

Rispetto ad altre reliquie, la Sindone merita sicuramente un discorso a parte.

Di recente, proprio in occasione di una visita alla sacra Sindone, in ostensione a Torino ancora solo per pochi giorni – ho avuto modo di conversare a lungo con la Prof.ssa Emanuela Marinelli, naturalista e geologa, una delle sindonologhe più note del nostro Paese, che ha appena dato alle stampe il suo diciassettesimo libro su questa reliquia, e la cui onestà intellettuale – se ce ne fosse bisogno – è dimostrata dal fatto che sul gruppo Facebook dedicato agli “Amici della Sindone” lascia spazio anche alla pubblicazione di notizie provenienti anche dal campo di quanti mettono in discussione la sua autenticità. È stata proprio la professoressa a raccontarmi che, al termine di una presentazione da lei recentemente effettuata presso una scuola nei dintorni di Roma, un bambino si è alzato e, commentando le discussioni tra gli scienziati, di fronte alla domanda : “Cosa è per te la Sindone?” ha esclamato: “La Sindone è il selfie che Gesù ci ha voluto lasciare”…

Devo dire pin effetti che uno degli aspetti che mi hanno colpito di più nel dialogo con la Marinelli, sono stati i numerosi episodi da lei ricordati di dialoghi con bambini, che hanno un approccio pragmatico e deciso di fronte a qualsiasi cosa, e quindi anche di fronte alla Sindone. Bellissimo, ad esempio, un commento fatto da un bimbo durante un “question-time” successivo a una presentazione. «C’era un adulto – racconta Emanuela Marinelli – che aveva presentato numerose obiezioni sul fatto che un oggetto notoriamente impuro per gli Ebrei – come erano i seguaci di Gesù all’epoca – quale un lenzuolo funebre, sia potuto giungere fino ai giorni nostri. Mentre io stavo preparandomi a rispondergli, dal fondo della sala alza la mano un bambino e mi chiede di potere rispondere lui. Incuriosita gli lascio la parola, e lui con la massima calma guarda l’interlocutore adulto e gli dice: “ma secondo te se non fosse di Gesù, di chi sarebbe? Chi sarebbe stato tanto sciocco da buttare il lenzuolo funebre di una persona importante come Gesù, per tenere invece il lenzuolo di un morto qualsiasi?”. Inutile dire che, di fronte a una logica così semplice e ferrea, l’adulto dubbioso non fu in grado di dare una risposta adeguata, e si risedette».

per i non vedenti

Foto 2 – Immagine sindonica realizzata per i non vedenti

A quanti desiderino un quadro storico che tracci il possibile percorso che ha consentito alla Sindone di giungere sino a noi, possiamo consigliare uno qualsiasi dei numerosi libri in commercio: tutti, anche quelli che contestano la veridicità della reliquia, sono comunque obbligati a ripercorrere la via che, partendo da Gerusalemme (dove secondo una tradizione sarebbe stata custodita da Luca evangelista), passa per Edessa, Costantinopoli, Lirey, Chambéry, per poi giungere a Torino, come speciale attenzione del Duca di Savoia (che l’aveva ottenuta in modo effettivamente controverso) nei confronti di San Carlo Borromeo, il quale aveva annunciato di volersi recare a piedi in pellegrinaggio a Chambéry per renderle omaggio. Lo stesso percorso è ricostruito in modo più o meno diffuso in molti dvd oggi in commercio.

In un’epoca in cui la scienza ha pervaso gran parte della nostra vita, è normale che l’approccio iniziale degli scienziati alla Sindone debba essere molto cauto; questa cautela va di pari passo con quella da sempre mostrata dalla Chiesa nei confronti delle manifestazioni non spiegabili scientificamente. Le indagini sui “miracoli” sono sempre molto lunghe, attente, proprio perché un miracolismo senza distinzioni provocherebbe più danni che benefici alla fede. Per i credenti, del resto, il miracolo più grande è nella transustanziazione, cui si assiste ogni volta che viene celebrata una S. Messa, ed in cui si rinnova la trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Cristo Redentore.

Così, a partire da quando, nel 1898, le fotografie scattate da Secondo Pia rivelarono al mondo l’immagine dell’Uomo della Sindone con la forza che oggi ben conosciamo, la scienza non ha potuto ignorare quello che era (e continua ad essere tuttora, nonostante gli sforzi ) un fenomeno inspiegabile. Certo, nel portare avanti gli studi, la scienza ha usato tecniche via via più nuove, talvolta non applicandole in modo da ottenere un risultato univocamente attendibile. Ad esempio, la famosa indagine al radiocarbonio 14 che ebbe luogo nel 1988.

“Le modalità dell’operazione di prelievo e l’attendibilità del metodo per tessuti che hanno attraversato vicissitudini come quelle della Sindone sono però ritenute insoddisfacenti da un numero rilevante di studiosi, i quali perciò hanno respinto e conclusioni presentate dai tre laboratori che hanno condotto l’esame”, si legge a pag. 51 del testo “La Sindone: un mistero tra storia, scienza e fede” della Marinelli. Nel libro, pubblicato anch’esso nel 2010, “La Sindone: Analisi di un mistero”, viene riportata anche parte di un’intervista rilasciata a Orazio Petrosillo dall’Ing. Gonella (al centro di buona parte delle polemiche relative agli esami sulla Sindone effettuati dopo il prelievo di tessuto necessario per la datazione al 14C). Gonella è un assertore convinto della datazione medievale del lenzuolo funebre; eppure egli stesso ribadisce: “In un campo di indagine materialistica non esiste la prova capitale. Quello che conta è la coerenza del quadro generale di tutte le misure. Non saprei quale definire clamorosa o inattesa…”, e di fronte alla domanda “Nemmeno la datazione del radiocarbonio è la prova decisiva?”, la risposta è stata: “Esattamente. È una tra le tante. Non è più critica di quelle effettuate nel 1978 come la fluorescenza ai raggi X. Già quei test potevano dimostrare che la Sindone è medievale, ma non l’hanno provato”.

fanti 001 (2)

Foto 3 – Analisi dell’immagine sindonica

Ora, esami recenti a livello macrofotografico delle parti di tessuto macchiate di rosso (sangue? pigmenti?) hanno mostrato che “solo lo strato esterno spesso circa 0,2 micrometri è colorato, mentre il midollo di cellulosa delle fibre tessili è privo di colore”. Così, a chi continui a propagandare l’idea che la Sindone sia un falso dipinto in epoca medievale, si può rispondere che – a parte il fatto che il sangue è stato dimostrato essere effettivamente sangue di gruppo AB (lo stesso individuato anche sul meno noto Lenzuolo di Oviedo, che si ritiene essere stato il Sudario di Gesù) – “le fibre sono colorate individualmente per disidratazione nello strato esterno spesso 0,200 mm” (Giulio Fanti, “Sindone: La scienza rafforza la fede”, Edizioni Messaggero Padova, 2010; II edizione, marzo 2015).

Ritengo però che per i fedeli del Terzo Millennio non siano gli aspetti scientifici quelli veramente importanti. Le parole di Papa Francesco in occasione dell’ostensione televisiva della Sindone il 30 marzo 2013 siano per noi di guida e di monito: “Attraverso la sacra Sindone ci giunge la Parola unica ed ultima di Dio: l’Amore fatto uomo, incarnato nella nostra storia; l’Amore misericordioso di Dio che ha preso su di sé tutto i male del mondo per liberarci dal suo dominio. Questo Volto sfigurato assomiglia a tanti volti di uomini e donne feriti da una vita non rispettosa della loro dignità, da guerre e violenze che colpiscono i più deboli… Eppure il Volto della Sindone comunica una grande pace; questo Corpo torturato esprime una sovrana maestà. È come se lasciasse trasparire un’energia contenuta ma potente, è come se ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza; la forza dell’amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto.”

Le modalità in cui in queste calde giornate di giugno si sta svolgendo la visita pastorale di Papa Francesco a Torino sono una riaffermazione di questo messaggio di incoraggiamento alla solidarietà verso i più deboli nello spirito dell’amore di Cristo.

Lasciamo da parte polemiche, delusioni, incomprensioni, e rimbocchiamoci le maniche, alla sequela del Nostro Signore e lungo la via che ci indica il Suo vicario in terra.

Maria Antonietta Fontana

Le foto 1 e 2 e quella in evidenza esterna  sono per gentile concessione della Professoressa Emanuela Marinelli; la foto 3 proviene dal testo di Giulio Fanti, “Sindone: La scienza rafforza la fede”, Edizioni Messaggero Padova, 2010; II edizione, marzo 2015

Card Nosiglia

Photo 1 – The Card. Nosiglia before the Shroud in the opening ceremony of the 2015 Exposition

On June 21, 2015, Pope Francis stayed in prayer before the Shroud in Turin, on the occasion of three days dedicated to significant encounters with the poor, the imprisoned, and in general the categories most in difficulty in a society increasingly closed into itself. This visit definitely will not pass without comments by those that evidently expect by the Pope the systematic demolition of all what calls us to a supernatural and different dimension, because in the Third Millennium certain practices and devotions are the subject of strong criticism. Perhaps for this reason, unlike its predecessors, Pope Francesco chose not to kneel. On the other hand, his presence in Turin represents in itself a significant gesture, albeit in an attitude of silence.
Compared to other relics, the shroud definitely deserves a separate discussion.
Recently, on the occasion of a visit to the Holy Shroud Exposition in Turin, even which is closing just in a few days – I was able to converse for long with Prof. Emanuela Marinelli, anaturalist and geologist, one of the most famous Shroud scholars in our country, who has just published its17th book about this relic, and whose intellectual honesty – if proof were further needed – is demonstrated by the fact that the Facebook group devoted to the “friends of the shroud” also publishes news coming from those who question its authenticity. She told me that at the end of a presentation she recently held at a school on the outskirts of Rome, a child stood up and, commenting on discussions between scientists, faced with the question: “What is the Shroud to you?” exclaimed: “The Shroud is the selfie Jesus wanted to leave us” …
I must say that one of the aspects that have struck me more in the dialogue with Mrs. Marinelli, were the numerous episodes of dialogues with children she recalled; children have a decidedly pragmatic approach when facing anything, and therefore also in front of the Shroud. Nice, for example, a comment made by a child during a “question-time” after another presentation. “There was an adult – says Mrs Marinelli – that had filed several objections to the fact that a notoriously impure object for Jews – as were the followers of Jesus at the time – as a shroud, could reach up to the present day. While I was preparing to answer him, from the bottom of the room a child raises his hand and asks me to be allowed to answer the question. Intrigued, I authorize him and the boy, with the utmost calm, looks at the adult and says: “but do you think if it weren’t Jesus’s, whose else could it be? Who would be so foolish to throw the shroud of an important person like Jesus, to keep the sheet instead of any other dead? “. Needless to say, in front of a logic so simple and strict, the doubtful adult was unable to give an adequate response, and sat down”.

per i non vedenti

Photo 2 – the Shroud Image created for the blind

To those who want a historical framework that plot the path that enabled the Shroud to come up to us, we can recommend any of the numerous books on the market: everyone, even those who question the veracity of the relic, are nonetheless obliged to retrace the path, starting from Jerusalem (where according to tradition it would have been guarded by Luke the Evangelist), passes through Edessa , Constantinople, Lirey, Chambéry, then arrives in Turin, as a special attention of the Duke of Savoy (who had obtained it in an actually controversial way) towards St. Charles Borromeo, who had announced his will to walk in pilgrimage to Chambéry to pay tribute to the relic. The same route is recalled in a more or less deep way in many DVDs on the market today.
In an era when science has pervaded much of our lives, it is normal that the initial approach of the scientists to the Shroud should be very cautious; this caution corresponds to the attitude that has always been shown by the Church towards scientifically unexplained events. The investigation on »miracles» is always very long, careful, precisely because a blind faith in miracles without any distinction would cause more harm than good to the Faith. For believers, on the other hand, the greatest miracle is in transubstantiation, which takes place whenever a holy mass is celebrated, and which renews the transformation of bread and wine into the body and blood of Christ the Redeemer.
So, starting from when, in 1898, the photographs taken by Secondo Pia revealed to the world the image of the Man of the Shroud with the force that today we know well, science could not ignore what was (and continues to be to this day, despite the efforts) an inexplicable phenomenon. Sure, in advancing studies, science has more and more used new techniques, sometimes applying them in such a way that a uniquely trusted result was not possible. For example, the famous carbon14 survey that took place in 1988.
“The modalities of the withdrawal operation and the reliability of the method for fabrics that have gone through vicissitudes such as those of the Shroud are deemed unsatisfactory by a significant number of scholars, who therefore rejected the conclusions presented by the three laboratories that conducted the examination,” we can read at page 51 of the text “the Shroud: a mystery between history, science and faith” of E. Marinelli. In the book, published in 2010 too, “the Shroud: analysis of a mystery”, is also partially reported an interview by Orazio Petrosillo with Ing. Gonella (who is at the center of much of the controversy relating to the examinations on the Shroud made after the taking of tissue necessary for C14 dating). Gonella is a convinced believer in the medieval dating of the Shroud. Yet he himself insists: “In a materialistic survey, evidence does not exist. What counts is the coherence of the overall picture of all measures. I don’t know which one we can define unexpected or resounding … “: and to the question” Even the radiocarbon dating is not a decisive proof? “, his reply was:” Exactly. It is one among many others. It is not more critical of those made in 1978 as x-ray fluorescence. Those tests could prove already that the Shroud is medieval, but they have not succeeded. “

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Foto 3 – Analisi dell’immagine sindonica

Now, recent macro-photographic examinations of the red-stained tissue (blood? pigments?) showed that “only the outer layer 0.2 micrometers thick is colored, while the marrow of cellulose fibers is devoid of color.” So, to those who continue to promote the idea that the Shroud is a fake painting of medieval times, you can answer that – apart from the fact that blood has been proved to actually be Group AB blood (the same found on the less known Sudarium of Oviedo, believed to have been the burial sudarium of Jesus) – “the fibers are colored individually for dehydration in the outer layer 0.200 μm” (Giulio Fanti “The Holy Shroud: Science strengthens Faith”, Edizioni Messaggero Padova, 2010; 2nd Edition,March 2015).
I think however that, for the faithful of the third millennium, the scientific aspects are not the really important ones. May the words of Pope Francis during the television exposition of the Shroud (March 30, 2013) be for us a help and warning: ““Let us therefore allow ourselves to be reached by this gaze, which is directed not to our eyes but to our hearts. In silence, let us listen to what He has to say to us from beyond death itself. By means of the Holy Shroud, the unique and supreme Word of God comes to us: Love made man, incarnate in our history; the merciful Love of God who has taken upon himself all the evil of the world in order to free us from its power. This disfigured Face resembles all those faces of men and women marred by a life that does not respect their dignity, by war and the violence that afflict the weakest…And yet, the Face of the Shroud conveys a great peace. This tortured body expresses a sovereign majesty. It is as if it let a restrained but powerful energy within it shine through, as if to tell us: have faith; do not lose hope; the power of God’s love, the power of the Risen One, conquers all.”
The way in which, in these hot days of June, the pastoral visit of Pope Francis in Turin is developing, reaffirms this message of encouragement for solidarity towards the weakest in the spirit of Christ’s love.
Let us leave aside controversy, disappointments, misunderstandings; let us roll up our sleeves, to follow our Lord and along the way that his vicar on Earth shows us.

Mari Antoinette Fontana

Photos 1 and 2 and the one close to the title are courtesy of Professor Emanuela Marinelli; photo 3 originates from the text by Giulio Fanti, “Shroud: Science strengthens Faith”, Edizioni Messaggero Padova, 2010; 2nd Edition,March 2015
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