Finance and Economy

Come va l’industria italiana?

Più l’Italia avrà miglioramenti economici, meno sarà sotto la lente d’ingrandimento europea.
di Gabriele Tràpeza

Il governo annuncia un rialzo delle stime sul PIL italiano, le opposizioni lo criticano, dicendo che è troppo ottimista. Noi cerchiamo di dare dei dati precisi in alcuni settori ed in certe regioni per capire se l’export e la vendita di auto in particolare siano davvero in aumento.

Cominciamo dagli autoveicoli, e qui dobbiamo subito capire l’importanza della scelta di mantenere lo stabilimento Fiat – Chrysler a Melfi: l’export dei veicoli in Basilicata è cresciuta addirittura del 367,4 %! Il rapporto Renzi – Marchionne ha dato dei risultati, proprio mentre il secondo sta addirittura organizzando la fusione con la GM Motors per diventare il leader del gruppo automobilistico maggiore al mondo. Gli autoveicoli esportati sono comunque cresciuti del 45,1% in Lombardia, del 41,3% in Piemonte, del 33,3% in Emilia – Romagna, dunque un export robusto. Certamente il Nord va meglio, a parte il caso – Basilicata, ma almeno in una parte del Paese le cose migliorano. Vediamo gli altri settori. Nel Friuli – Venezia Giulia c’è il top della crescita dell’export riguardante i mezzi di trasporto, il 71,9%. In Piemonte c’è una grande crescita degli articoli sportivi, giochi e musica del 35,8%, seguito dal Veneto con il 12, 3% negli stessi settori, mentre nel Lazio gli articoli farmaceutici sono saliti del 17,2%. Poi vediamo le altre regioni con il segno “più”: per i macchinari e gli apparecchi, il Veneto con il 7,4%, dunque una regione che comincia a riprendersi dalla crisi, e per le sostanze ed i prodotti chimici, ancora la Lombardia, con il 6,7%. Da precisare che in questi settori citati il segno “più” c’è quasi dappertutto, anche se meno al sud, per cui finalmente dopo tanti anni di recessione stiamo abbandonando il segno “meno” che ci aveva davvero demoralizzato. Inoltre i beni intermedi aumentano dello 0,8%, quelli strumentali dello 0,3%, quelli di consumo dello 0,1% ed il comparto energia aumenta del 12%.

Dunque, buone notizie, ed anche per il Ministro dell’Economia Piercarlo Padoan che ha già incontrato e reincontrerà presto il vice – presidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis. Vi chiederete che cosa c’entrano quei dati con questi incontri, ma è molto semplice: più i dati sono per noi positivi, più l’Italia può consolidare la stima europea nei suoi confronti e quindi annunciare che toglierà la TASI, per esempio, senza allarmare i nostri partner. Più l’Italia avrà miglioramenti economici, meno sarà sotto la lente d’ingrandimento europea e più potrà accrescere il suo ruolo, già potenziato dalla presenza autorevole della Mogherini, di fatto Ministro degli Esteri della UE, anche se intralciata spesso dai vari governi riottosi a cedere il loro potere.

Gabriele Tràpeza

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