International

Megalopoli cinesi, arrivano le città hi-tech

Entro il 2022 Pechino diventerà “Big Bei”, una città con 130 milioni di abitanti. Anche l’Italia fornirà tecnologia e assistenza tecnica

di Simona Agostini

“La strada verso la felicità è disseminata di ostacoli“ dice un proverbio cinese. Per mantenere la stabilità interna e consolidare il ruolo di potenza mondiale della Cina, il presidente Xi Jinping si affaccia al 2016 con nuove sfide e strategie. In uno Stato il numero degli abitanti dipende dai mezzi di sostentamento e raggiungere una adeguata condizione economica per tutta la popolazione non è esente da sacrifici. Non è semplice soddisfare le richieste di 1.300 milioni di persone, gestire il 63% della popolazione che vorrebbe trasferirsi dalle campagne nelle grandi città.

Pechino, Shanghai, Guangzhou sono metropoli che contano milioni di abitanti, sono le più grandi conurbazioni metropolitane del mondo e la tendenza al moltiplicarsi della popolazione in queste aree, oltre ogni possibilità di sostentamento, ha spinto il governo cinese ad intervenire con progetti che adottino nuove tecnologie hi-tech atte ad equilibrare la distribuzione della popolazione in vista dell’ulteriore incremento demografico previsto nei prossimi anni nei grandi centri urbani.

Pechino oggi ospita 21,5 milioni di abitanti, poco più della metà della popolazione del Belgio, ma con un recente progetto di urbanizzazione entro il 2022 potrebbe ospitare fino a 130 milioni di persone. La costruzione della nuova megalopoli si estenderà su 100mila chilometri quadrati e fonderà Pechino con il porto di Tianjin e con l’intera regione dell’Hebei. Un progetto colossale e ambizioso, ma i cinesi non sono nuovi ad imprese rivoluzionarie.

Pechino01Il progetto prevede come base la modernizzazione delle infrastrutture, aeroporti, porti e il boom delle costruzioni: edifici avveniristici, interi quartieri costruiti con tecnologie di avanguardia adatte ad una megalopoli proiettata ad essere anche porta di accesso agli scambi commerciali con l’Occidente. Il settore dei trasporti sarà riorganizzato secondo schemi tesi a garantire una veloce circolazione degli abitanti: treni ad alta velocità, autostrade, metropolitane, auto elettriche, canali fluviali, ponti che permettano il trasferimento da una zona all’altra in pochi minuti. La città sarà suddivisa in poli amministrativi, industriali, di ricerca divisi per settori di business, tutto all’insegna dell’efficienza per connettere velocemente l’immenso territorio. In uno spazio così organizzato non potevano mancare giardini, parchi e una particolare attenzione alla qualità dell’aria. Il ministro dell’Ambiente cinese, Chen Jining, in un comunicato stampa, ha sottolineato che la riduzione dell’inquinamento è uno dei principali obiettivi e proprio l’Italia offrirà tecnologia e assistenza tecnica (con un contratto di 1,7miliardi di euro) volta a monitorare le sorgenti di inquinamento atmosferico, polveri sottili e particolato, considerati gli elementi maggiormente inquinanti dei centri urbani.Oggi le metropoli occidentali più importanti contano in media 8 milioni di abitanti, Roma, includendo il suo interland, 5 milioni. Le capitali occidentali non rappresenterebbero neanche un quartiere della futura megalopoli. Big-Bei sarà il nome della nuova Pechino e il progetto è replicabile. Con progetti di questo tenore si chiude l’era delle città industriali e si apre l’epoca delle Città Hi-Tech.

Simona Agostini
http://www.chinanewsitaly.com/4/2016/0129/1014.shtml
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