Global Village

Medio Occidente

Il primo romanzo di Beppi Chiuppani, ed. Il Sirente – di Maria Antonietta Fontana

I-MOccGià da alcuni anni i nostri occhi distratti si sono abituati a scorrere tra le righe dei giornali le notizie che si inseguono a proposito della guerra civile in Siria; e il nostro sguardo si posa indifferente su uomini e donne che provengono da quello che – banalmente – viene definito dai più come “mondo islamico”, senza distinzioni di sorta. Questa indifferenza di fronte ad un’alterità che l’abbigliamento femminile sottolinea, e che costituisce l’evidenza di una barriera psicologica che semplicemente si rifiuta di considerare il “diverso da sé”, è come una patina che avvolge inconsapevolmente la nostra vita soprattutto – ma non solo – nelle grandi città. Ma, almeno, per i membri delle minoranze, nelle grandi città esiste la possibilità di mimetizzarsi tra la moltitudine. Nelle città piccole invece, in provincia, la realtà e i pregiudizi sono più sottili e più difficili da combattere.

Ben se ne accorge Agata, la protagonista del romanzo di Beppi Chiuppani “Medio Occidente”, la cui insofferenza verso il perbenismo della Padova-bene da cui proviene, e in cui vive da sempre una vita di agi, si traduce in un amore clandestino verso un giovane siriano di nome Faruq, un brillante laureato più colto di lei, conosciuto in occasione di un suo viaggio di istruzione a Damasco.

Il romanzo – primo romanzo pubblicato dal suo autore – è stato dato alle stampe già oltre un anno fa dalla casa editrice “Il Sirente”, che ha vinto il Premio Speciale in occasione dell’International Award “Franco Cuomo” nel 2014; ed è stato oggetto di una presentazione speciale lo scorso dicembre in occasione di “Più Libri più Liberi” al Palazzo dei Congressi all’EUR.

Lo stile in cui il libro è scritto desta qualche perplessità, anche perché a un inizio dalla prosa più acerba, fa seguito una costruzione anche stilistica più serrata; questo movimento ha una sua motivazione, accompagnando il duplice processo di maturazione, di coscienza, dei due protagonisti. Il romanzo è poco dialogato, e invece molto descrittivo. Ci sono ampie descrizioni di luoghi, e, soprattutto, lunghe descrizioni di stati d’animo. L’Autore, evidentemente, non si identifica con nessuno dei suoi personaggi, perché in realtà è un po’ in tutti loro. Questo implica a volte una certa fatica nel lettore, chiamato a seguire l’evoluzione del pensiero di Agata, Faruq e gli altri attraverso un susseguirsi di stati d’animo raccontati in terza persona – un procedimento che non sempre arriva al massimo risultato. Eppure è necessario porsi fuori della psiche di Agata e di quella di Faruq se vogliamo trarre le conseguenze del pensiero che ci viene trasmetto da Chiusani. I due protagonisti sono giovani; anche noi lo siamo, di fronte a una situazione di instabilità politica e culturale quale quella in cui stiamo vivendo. Agata e Faruq hanno bisogno di credere che altrove, in una realtà idealizzata e diversa dalla propria, le cose vadano in modo diverso, più giusto, consentendo alla parte migliore di sé di emergere dalla melassa esistenziale che di solito li avvolge. E questo non è forse vero anche per ciascuno di noi? Così Agata cerca il riscatto culturale e di se stessa nella sua ricerca di scoperta della dimensione più autentica di quel Medio Oriente studiato sui libri, attraverso i versi di un poeta d’altri tempi, verso cui scopre di essere attratta quasi all’improvviso; e forse alla sua improvvisa decisione del viaggio a Damasco da cui tutto parte non è estraneo il bisogno di épater le bourgeois che cela la rivolta – ancora un po’ infantile – contro i falsi valori da cui è circondata nella casa paterna. E Faruq è a sua volta disposto a mettere sotto i propri piedi la propria grande cultura e la discendenza aristocratica, improvvisandosi aiuto manovale in un cantiere edile a Padova, pur di conquistarsi un posto in quell’Occidente accarezzato, inseguito, idealizzato come patria degli ideali di una società basata sulla democrazia vagheggiata – così aliena alla cultura siriana di provenienza.

Medio Oriente idealizzato da un lato; Occidente idealizzato dall’altro. Dalla fusione delle esperienze dei due protagonisti verrà dunque la presa di coscienza dolorosa che i due mondi apparentemente così lontani in realtà sono molto vicini, contrassegnati dallo stesso malessere e dalle stesse piaghe sociali: un Medio Occidente, quindi, in cui serpeggiano la stessa ansia di potere, la stessa corruzione, in cui ogni giorno si scontrano le stesse facce di una società malata e che volge al declino.

IV-MOccIl finale del libro potrebbe sembrare aperto; personalmente, invece, mi sembra molto pessimista. Agata resterà nella sua Padova borghese e perbenista, mentre Faruq rientrerà a Damasco – dove le prime avvisaglie di una ribellione contro il regime dittatoriale di Assad paiono fornire il destro ad una lotta e ad un riscatto fino allora mancato.

Sto proponendo oggi questa lettura come spunto di riflessione per ciascuno di noi. Infatti, in un periodo in cui la politica non è più capace di fornirci ideali per cui lottare, ritengo che sia nostro dovere proporci il compito di realizzare comunque un mondo migliore, a cominciare dal nostro piccolo. E per fare questo mi sembra che la strada più adatta sia quella che ciascuno di noi debba guardarsi allo specchio e riflettere sul proprio contributo personale ad una comprensione reciproca migliore, all’abbattimento delle barriere culturali, linguistiche e religiose che ci dividono in tanti microcosmi che si sfiorano senza mai accarezzarsi né tanto meno conoscersi davvero.

Quello che il viaggio di Medio Occidente ci propone come tesoro di conoscenza, alla fine del viaggio, è ben rappresentato nella sua chiusa: “In un mondo senza distanze e direzioni la partenza non è mai irreversibile, e nemmeno il ritorno”. Anche se a me piace di più pensare che il viaggio verso cui ciascuno di noi dovrebbe tendere idealmente è invece quello della freccia scagliata dall’arco, di biblica memoria, ripreso non a caso da alcuni tra i versi più celebri di Gibran…

Maria Antonietta Fontana

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