Global Village

La Rinascita di una Nuova Speranza

Riflessioni di Marco Baggiani

 

Ricordate quell’Isola a forma di lacrima che si rispecchia nelle acque profonde dell’Oceano Indiano, quella piccola perla del Continente Asiatico, quell’angolo di Paradiso che riesce sempre ad attirare l’attenzione del viaggiatore solitario impegnato nella ricerca di nature nuove e ancora intatte?

Ricordate quella Terra un po’ trascurata e un po’ ignorata ma splendente nella sua Natura selvaggia e incontaminata, quel meraviglioso Sorriso che si lascia sorprendere nella maliziosa trasparenza di un velo rado e sottile in un Arcobaleno dai colori vivaci e violenti?

Ricordate quella Armonia di suoni e melodie che ancora adesso si espande frammentandosi e ricomponendosi nel pentagramma di dolcissime ed inedite compagini musicali?

Ricordate quella voce incessante e continua che rimbalza nell’eco dello spazio gridando la Speranza di un Popolo fiero e sorridente che vuole risorgere per tornare a percorrere il sentiero della sua vita?

Ricordate quel piccolo …grande miracolo che ancora oggi infiamma gli animi e che aveva tradotto la fiaba di un sogno in una nuova, fantastica realtà?

…Ricordate il Popolo e la Terra dello Sri Lanka, l’Isola dello Splendore?

E allora ricordiamo anche il valore di quel dono che parla in silenzio, che ognuno di noi custodisce dentro di sé, il dono di sentirsi a casa dove casa non c’è, di sentirsi fieri e degni di rispetto e dignità in qualunque luogo e in qualunque momento: il profondo valore dell’altruismo e della collaborazione, che fondendosi in un lungo interminabile abbraccio supera, evolvendosi, la cultura limitata della divisione, dell’egoismo e dell’odio. Un Sentimento libero che si espande, liberandoci, nell’Universo.

Potremo così comprendere che i beni del mondo possono soddisfare le esigenze dell’Umanità, che il debole ha bisogno della nostra forza, che dobbiamo gestire il superfluo in nome e per conto di chi non può farlo.

Sono tante le possibilità che abbiamo per realizzare tutto questo e, tra queste, le adozioni.

Attualmente esistono due tipi di adozione, quella completa (l’adottato prende il cognome di chi adotta) e quella amministrativamente più semplice “a distanza”: entrambe possono essere attuate a livello nazionale e/o internazionale.

L’Adozione a Distanza: cos’è…? perché…? come…?

Usualmente l’adozione a distanza si attua tramite le Comunità intermediarie e le Associazioni ONLUS, organizzazioni giuridicamente riconosciute e senza scopo di lucro, alle quali si devolve una quota di sostegno a favore di un bambino/a o di un ragazzo/a proposto/a dalla stessa Onlus o dalla stessa Comunità. Ma è bene osservare che limitare il proprio intervento al semplice versamento di una quota, non garantisce che il sostegno arrivi effettivamente al destinatario, perché spesso le Comunità intermediarie gestiscono quella quota per le necessità di tutte le persone a loro affidate: il nostro contributo allora è un sostegno indiretto, non ad personam.

Aderire ad un Programma di Adozione a Distanza significa assumere precisi obblighi morali, sia da parte della Comunità o dell’Associazione Onlus, sia da parte dello stesso sostenitore.

Una Adozione a Distanza è un impegno continuativo con obiettivi, finalizzati alla crescita del destinatario ed al suo completo inserimento nella sua società ed è quindi necessario stabilire un contatto diretto con la persona che si vuole sostenere, sia per verificare che il nostro sostegno raggiunga effettivamente il destinatario e che gli obiettivi programmati siano effettivamente perseguiti, sia per conoscere le motivazioni che eventualmente non hanno permesso di raggiungere questi obiettivi e, ove possibile, superarle. E se la nostra Adozione a Distanza è rivolta a giovani di altri Stati od altri Continenti è altrettanto necessario ed importante stabilire contatti diretti e collaborativi anche con le locali Istituzioni Nazionali ed Internazionali.

Istruzione, lavoro e salute sono i punti cardine necessari al conseguimento dell’obiettivo finale ed è quindi fondamentale costruire con la Persona che vogliamo aiutare, o con l’Ente che lo ospita o con la sua Famiglia, un programma di vita, la pianificazione, cioè, degli obiettivi da perseguire nel tempo: in questo modo il nostro sostegno acquista un significato perché diviene il mezzo per una crescita personalizzata tramite un programma di cui la Onlus o la Comunità sono gli intermediari garanti.

Il bambino/a od il ragazzo/a dovrà essere responsabilizzato, ed in questo senso il rapporto diretto, anche se distante, è fondamentale e condizionante perché egli confiderà in questa nostra preziosissima presenza lontana, reale e costante, presenza che non potrà essere interrotta in modo ingiustificato perché egli avrà fiducia in questa nostra presenza; e questa fiducia non dovrà mai essere tradita.

Ognuno di noi sarà una “zia” od uno “zio” lontano ma sempre vicino, sempre presente e sempre pronto ad intervenire nei limiti del reciproco rispetto e della reciproca correttezza; nella cornice di un felice rapporto di affetti sinceri, non superficiali, ma profondi, radicati e consolidati, con cui mai potremo giocare, saremo la sua unica certezza nell’incertezza della sua vita e porteremo quel bambino/a o quel ragazzo/a meno fortunato di noi a camminare a testa alta, da solo, nella sua società.

Questo è l’alto valore morale del nostro impegno e un di una reale Adozione a Distanza; e per fare tutto questo basta solo un po’ di disponibilità e di buona volontà.

Dunque dovremo incontrare, conoscere e parlare con quel bambino o quel giovane a cui proponiamo di riporre in noi la sua fiducia e, se non è solo, con la sua Famiglia; dovremo fornirgli i mezzi di comunicazione e la conoscenza del loro uso per imparare ad utilizzarli. Potremo così instaurare un dialogo costruttivo “a distanza”: costruire con lui e per lui una nuova forma di vita nel rispetto delle sue usanze e dei suoi costumi;

…e noi dovremo imparare a conoscere queste sue usanze e questi suoi costumi…

In questo modo un Programma di Sostegno a Distanza è assistenza reale, e garantisce la crescita sociale, economica e, non ultime, morale ed affettiva della persona che vogliamo aiutare, seppure lontani; sicuramente almeno fino al raggiungimento della sua maggiore età, quando ogni ulteriore decisione dipenderà solo ed unicamente dalla sua volontà.

Ma solo se avremo saputo realizzare un rapporto affettivo e fiduciario sarà possibile proseguire insieme il cammino iniziato: per noi questo è il momento più importante e più difficile, perché non è facile continuare a perseguire gli obiettivi prefissati; per questo il nostro impegno non può e non deve finire.

Per entrare nel mondo del lavoro è urgente ed importante avere una specializzazione professionale o addirittura frequentare l’Università, e per questo spesso è necessario uno spostamento fuori sede o, talvolta, anche in altre Nazioni.

In questa fase è strategica la collaborazione sia con la Onlus, sia con le locali Istituzioni che meglio di noi potranno individuare una opportuna e vantaggiosa sede di soggiorno nel suo Paese, nel nostro o nel mondo, finalizzata al suo definitivo completamento formativo.

Probabilmente sarà necessario incrementare il nostro sostegno con altri contributi, di nuove persone che, ovviamente, dovranno avere la nostra stessa disponibilità e la nostra stessa sensibilità; e dovremo anche conoscere queste persone, per collaborare costruttivamente insieme in un lavoro coordinato.

Ma è altrettanto importante che quella ragazza o quel ragazzo che abbiamo adottato venga responsabilizzato, perché conosca l’impegno nostro e delle persone che si affiancano a noi e perché, nei limiti delle sue possibilità, collabori con il nostro operato.

Dovremo allora proporre, cercare e direi quasi imporre un’attività lavorativa part-time o “alla pari” nella località in cui si completerà la sua formazione, una tappa importante, di crescita e di responsabilizzazione: lavoro parziale e studio, ma anche serrato controllo e costante verifica dei risultati.

Con il raggiungimento della maggiore età sarà opportuno aprire a suo nome un fondo di risparmio (c/corrente o libretto bancario) che potrà gestire direttamente ed in quel fondo faremo confluire ogni tipo di sostegno che, insieme ai proventi della sua attività lavorativa, sicuramente gli permetteranno di proseguire con tranquillità il cammino iniziato e di giungere alla conclusione della sua formazione, sulla base di quella fiducia quasi cieca che avremo saputo costruire.

In linea di massima non ritengo costruttivo sradicare una persona dalla sua civiltà, dai suoi usi e dai suoi costumi, soprattutto in giovane età, per i pericoli che il suo inserimento in un nuovo mondo, in una nuova cultura e spesso anche in una differente civiltà inevitabilmente comportano: la globalizzazione senza esperienza, senza cultura, senza una formazione e senza una corretta informazione, per quanto assistita, non può essere improvvisata!

E per garantire la continuità delle tradizioni e della cultura dei Popoli, considero estremamente importante che ogni nostro giovane diventi, a sua volta, insegnante e promotore della propria civiltà nel proprio Paese riappropriandosi del ruolo, che solo a lui compete ma, purtroppo, troppo spesso demandato ad altre Nazioni, di gestirne lo sviluppo socio-politico-economico: lo straniero, per quanto animato da buona volontà, non potrà mai conoscere a fondo gli usi ed i costumi di un altro Popolo, soprattutto se di civiltà diversa, e rischia di diventare invasore ed oppressore: quel ragazzo o quella ragazza che stiamo aiutando, dopo aver costruito la sua cultura e la sua formazione, anche in altri Stati o in altri Continenti, deve sempre tornare nel proprio Paese, soprattutto se in via di sviluppo, per essere lui stesso, e non più altri, promotore della crescita e garante della libertà e delle tradizioni di quella Popolazione cui, a buon diritto, in ogni caso appartiene senza riserva alcuna.

Il nostro ultimo arduo compito sarà il suo inserimento nel mondo del lavoro, nel suo Paese se il nostro Programma di Adozione a Distanza è rivolto a persone di altre Nazioni o di altre civiltà; ed ancora una volta il supporto della Onlus e delle locali Istituzioni Nazionali ed Internazionali locali è necessario ed importante per individuare la soluzione migliore e più opportuna. Allora avremo veramente aiutato qualcuno a crescere e ad inserirsi positivamente nella sua società e con lui avremo raggiunto il… suo traguardo!

Oggi si parla forse con un po’ di superficialità di adozioni a distanza, come se il versamento di € 300 (meno di un caffè al giorno!) fosse liberatorio e sufficiente a tranquillizzare la nostra coscienza; ma probabilmente non è proprio così: si deve fare di più.

Per questo vorrei renderVi partecipi della mia stessa esperienza, con queste semplici immagini conclusive e prive di commento.

In Sri Lanka, tramite l’Associazione Armonia Onlus con cui collaboro, ho adottato Priyanka, una ragazza Tamil (dissidente) oggi maggiorenne; le foto documentano le fasi successive di questa avventura che ancora non si è conclusa.

Marco Baggiani

Vice Presidente di Armonia Onlus – Roma

e-mail: arch.marco.baggiani@archiworld.it

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